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Gay & Bisex

Una notte da Leoni


di Membro VIP di Annunci69.it Bassolazio35
10.05.2026    |    3.487    |    3 8.5
"Arrivato a casa sua, si fa trovare come sempre in ginocchio dietro la porta, con un omaggio poggiato per terra, sul quale metto le mie scarpe..."
Non ho più l’età, è vero, per certe pazzie. Ma sono stato guidato dagli ormoni impazziti e vi racconto quanto successo poche sere fa, perché è stata un’ esperienza da mettere nella bacheca dei trofei.

Il pugile etero ventenne nei campi

Sono le otto di sera, il figo etero che da settimane, dopo aver visto un video di una mia sborrata su un gruppo telegram, mi implora di fargli fare questa esperienza, mi dà buca all’ultimo minuto e mi lascia con le palle gonfie da undici giorni. Urge una soluzione, così accetto l’invito del mio schiavetto etero ventenne (il famoso pugile) che non vedo da tanto tempo. Non comporterà certamente che io sborri ma aiuterà per la sega che ho in mente di farmi stasera. Così, in quattro e quattr’otto, mi avvio. L’appuntamento non è al solito posto, non si fida più perché siamo troppo a ridosso della strada, quindi mi aspetta vicino l’outlet, già in provincia di Roma. 35 minuti e sono lì. Lo vedo scendere dalla sua macchina e mi ricordo perché, ogni volta, cedo alle sue richieste di vederci, benchè alla fine goda solo lui. Negli anni ha messo massa, spalle enormi, il viso pur sempre perfetto è molto più maschile, ha un filo di barbetta, davvero il top. Questa volta, essendo in un parcheggio pubblico, non sale sul retro come facciamo sempre, perché lo eccita. Sale davanti come fossimo due normali amici e ci avviamo verso una zona fuori mano. In realtà, capisco subito dopo che non ha una vera idea su dove fermarci, ma non ha il coraggio di dirmelo, altrimenti me ne andrei. Vediamo una stradina sterrata che si addentra per chilometro sotto una specie di collina boschiva, di fronte solo campi di fieno. Dopo due chilometri comincio ad allarmarmi ed innervosirmi perché non c’è alcuno slargo, non solo per fermaci, ma anche per tornare indietro. Per fortuna, mentre sto per insultarlo, sulla destra un cancello spalancato ci permette di entrare in un campo, riparati da folta vegetazione. L’ambiente, al tramonto, è suggestivo, anche se fa pensare ad uno scenario da film misto horror-porno. Si sentono solo gli uccelli cantare e il rumore di automobili che sfrecciano, credo sulla collina di fronte dove sicuro passa l’autostrada. Comunque, gli dico di scendere, lui è sempre guardingo e agitato ma lo spingo a posizionarsi dietro la macchina. Lui esegue, come sempre e aspetta le mie mosse. Apro il portabagagli, lo bendo, prendo due corde e lego i suoi polsi uno al lato destro del portellone, l’altro a sinistra. Lo spettacolo che ho davanti è mozzafiato: lui in canotta nera, con quei muscoli delle braccia tesi per la posizione in cui l’ho legato, pantaloncini corti col cazzo già duro sotto che spinge, scarpe da ginnastica Nike usatissime. Gli abbasso immediatamente i pantaloncini così rimane col cazzo fuori, duro come il marmo. È stupefacente come la mente in queste situazioni lo porti a questo livello di eccitazione. Noto che è cresciuto anche nelle parti intime oltre al fisico. Il suo cazzo, infatti, non è mai stato molto grande, ora è un degnissimo bel cazzone, pieno di vene che punta al cielo.
Comincio a solleticarlo qua e là, tra fianchi, palle, ascelle che, questa volta lecco anche. A parole dice gli dia fastidio ma è un po' una recita. Gli piace farsi fare cose che, normalmente, gli farebbero schifo, con l’impossibilità di ribellarsi. Non sono sudate e acide come spero, ma mi piace comunque vederlo contorcersi di sofferenza e piacere. Poi mi dedico di più al cazzo, sfiorandolo leggermente tra l’asta, le palle e il perineo. E’ qui che lui impazzisce. È il suo punto debole, tanto che comincia a tremare con le gambe e il culo. Andiamo avanti così per una ventina di minuti, finché decido che il gioco è arrivato alla fine e che deve sborrare. Mi metto dietro di lui e mentre lecco una ascella, gli afferro il cazzo e comincio a segarlo finché non lo sento gonfiarsi a ritmo e capisco che sta sborrando. Lui emette solo gemiti e mi riempie una mano di sborra densissima con gli ultimi fiotti. Quelli iniziali, infatti, li ha sparati a venti - trenta centimetri sul prato. Non resisto alla tentazione di leccarmi la mano mentre lui si libera da corde e benda e si pulisce. A quel punto, saliamo in macchina, come sempre in silenzio dopo la sessione e ripercorriamo i due chilometri di strada sterrata al contrario. Mi rendo conto che in lontananza, dietro di noi, ci sono due fari di auto, per fortuna il nostro tempismo è stato tale da andar via poco prima. Arrivati al parcheggio mi saluta e si incammina verso la sua auto. Io continuo a godermi l’odore e il sapore del suo sperma sui baffi e respiro un attimo.

Lo schiavo generoso leccatore

Ovviamente sto più carico di prima, quindi ho la necessità di trovare una bocca calda. Essendo a venti minuti dal raccordo, decido di deviare verso Roma, nei postacci è facile trovare qualcuno che abbia sete. Arrivato all’area di sosta mi addentro nelle fratte e scorgo subito un bel ragazzetto sulla trentina che mi gironzola attorno. Tento un approccio un po' diretto, forse perché troppo arrapato e mi va male. Il tizio si sturba e dice di dover andare via. Ne arriva un altro, tipo etero curioso che finge di telefonare mentre si fa un giro per cespugli. Molto bello anche lui, forse più giovane, lo seguo per un po' ma mi accanna. Capisco che è una serataccia se neanche per cruising trovo qualcuno che voglia succhiare e farmi sborrare, ma il destino ci mette lo zampino. Poco dopo, infatti, mi arriva un messaggio da un mio schiavo di lunga data, romano, che mi chiede se voglio passare a trovarlo perché ha bisogno dei miei piedi e di farmi un regalo. Non ci penso su due volte, tanto sul raccordo ho capito che passerò la serata a bestemmiare, quindi riprendo l’auto e mi dirigo verso Roma. Arrivato a casa sua, si fa trovare come sempre in ginocchio dietro la porta, con un omaggio poggiato per terra, sul quale metto le mie scarpe. Lui le bacia e poi mi dirigo direttamente nella sua camera da letto. Prima faccio una sosta in bagno e lo obbligo ad assistere mentre svuoto la vescica, poi andiamo di là e mi stendo comodamente, continuando a chattare e a guardare la tv. Lui è un gran leccatore quindi si dedica per un bel po' ai miei piedi che lo fanno impazzire. Poi mi sfilo pantaloni e mutante e gli chiedo di passare a leccare il culo. Che rilassamento totale! Gli concedo anche le palle e il cazzo stavolta, mi sento buono, ma comincio a pensare che anche da qui andrò via gonfio e devo trovare una soluzione. Con lui non mi va di farlo, non c’è sesso tra di noi, quindi mando qualche messaggio qua e là a contatti già noti. Non so quale santo mi aiuti, ma risponde un 27enne etero che ho visto una sola volta, sempre a Valmontone, che voleva incontrare un travestito ma si è lasciato convincere a incontrare me in macchina. Dopo quella volta, come supponevo, non mi ha mai più cercato né risposto. Stavolta lo fa e mi chiede dove sono. “ Sto a Roma ma per te mi libero volentieri,- dico io- però non ho intimo femminile né altro”. “Va bene lo stesso, al massimo spengo le luci”, risponde lui e ci diamo appuntamento tra 50 minuti. Finito con lo schiavo, saluto e riprendo la macchina. Imposto il navigatore che mi dice 45 minuti e mi avvio. Quando già sono sull’autostrada, tuttavia, lui mi scrive che non ha la macchina e se posso raggiungerlo a casa. Dando per scontato che sia di Valmontone accetto ben volentieri, anche se consapevole che è tardi e che il giorno dopo lavoro. Quando mi manda la posizione Gps, tuttavia, il tempo di navigazione aumenta a 30 minuti dai 10 che rimanevano, così gli chiedo dove abita e mi risponde con il nome di un paese al confine tra la provincia di Roma e quella di Frosinone. Bestemmiando tra me e me proseguo, ormai sono arrapatissimo e l’idea di rivederlo mi fa impazzire.

Il giovane etero casalingo

Faccio questi tornanti al buio fino al paese arroccato e salgo in ascensore, come da sue istruzioni. Mi accoglie con la tv accesa, quindi niente buio come aveva detto e in tenuta casalinga: pantaloncini corti, calzini di spugna gridi e ciabatta di gomma, con una t-shirt sdrucita. La situazione mi eccita molto, soprattutto quando esco dal bagno e lo trovo nudo sul divano che si smanetta il cazzo già barzotto, con ai piedi solo i calzini. Non resisto e mi metto sotto al divano in ginocchio e annuso. L’odore intenso dei calzini mi manda in sovraccarico e comincio a bagnarmi. Al che, per sapere se finalmente avrei sborrato, chiedo se posso segarmi ma mi impone di non usare il cazzo. “Scusami ma mi blocco, già è tanto che non sei travestito”. Obbedisco.
Solitamente sono io il maschio alpha ma, in casi come questi, essere beta è d’obbligo. Sfilo i calzini e comincio a leccare i piedi, bellissimi ma sotto un po' ruvidi. Lui, imbarazzato mi dice che nessuno o nessuna mai gli ha leccato i piedi e si scusa se non sono curati, perché lavora con scarpe antinfortunistiche. Quel dettaglio mi manda in tilt, è un mio fetish e mi eccita da bestia. Finito di leccare i piedi comincio a leccare l’interno coscia, l’inguine e le palle belle corpose. È pelosetto ma con peli chiari, mentre l’addome, tartarugato, è completamente liscio. Gli faccio il gesto di girarsi e lui, con mio stupore, obbedisce e si mette a pecora sul divano, mettendomi quel culo fantastico e sodo davanti al muso. Tempo due secondi e la mia lingua entra nel suo ano, pomiciandolo avidamente. È strettissimo, quindi sto parecchio tempo a limonare nella speranza che, poi, riuscirò a mettere un dito per raggiungere il sacro Graal, la prostata!
Quando sta a pecora non ci riesco, è ancora stretto e pare infastidirsi, così gli dico di girarsi e mi metto a ciucciare il cazzo. A quel punto lui va in estasi, chiude gli occhi, si morde le labbra e geme appena. Sto un bel po' così, finché decido che quel dito deve entrare e comincio a giocare con il suo buchino mentre succhio. Alla fine, con tanta pazienza, entro e arrivo alla piccola prostata che massaggio dolcemente. Lui perde un po' di vigore con l’erezione, come spesso capita, ma vedo che sta godendo quindi continuo. Per non rischiare che si ammosci, con una mano cerco il condom che ho appositamente lasciato a portata e glielo metto. Mi giro a pecora e lui mi monta senza pensarci su. Dopo un po' di botte, però, dice che il preservativo stringe e si sta ammosciando, così mi giro di bocca e poggio la nuca sul divano. Lui capisce che è cambiato solo il tipo di buco, sfila il condom e comincia a scoparmi la gola. È bellissimo vedere ad ogni colpo i suoi addominali sbattermi sul naso e qualche goccia di sudore cadermi in faccia. L’unico problema è che non si sogna minimamente di avvisarmi quando sborra e me la manda diretta in gola. Gestisco un po' il panico per questa cosa che solitamente non faccio ma, vedendolo già nervoso e imbarazzato (tipico dell’etero che una volta sborrato vorrebbe scappare), mi sbrigo a lavarmi e vestirmi. Tempo due minuti e sono di nuovo in macchina con quel sapore forte in bocca.

Arrivo a casa alle due di notte, col pensiero che dopo cinque ore devo alzarmi per andare a lavoro. Ma ormai sono così gonfio che le palle e la pancia mi fanno male, quindi mi metto davanti ad un porno di mariti cornuti che leccano la fica bagnata dallo sperma del bull e riempio una tazzina di caffè di sborra. Così si conclude questa notte da leoni.
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